Sostituzione dei "denti persi"

Scritto da Super User

Alcuni semplici chiarimenti del Dott. Ruggero Ingletto sulla sostituzione dei denti persi. Perché i denti sono una parte importante della bocca, che è un organo molto complesso e sofisticato, in cui ogni sua parte svolge una sua insostituibile funzione....

I “denti persi” possono essere sostituiti in modo valido dagli impianti dentari?

20_inglettoDott. Ingletto, perché è importante “rimettere” i denti persi?
Perché i denti sono una parte importante della bocca, che è un organo molto complesso e sofisticato, in cui ogni sua parte svolge una sua insostituibile funzione.

Vuole dire che i denti non servono solo per masticare?
Proprio così. Anche se la loro funzione principale è questa, essi partecipano al buon funzionamento di un organo che ha molte altre funzioni, tra cui quella di metterci in relazione con il mondo esterno: pensi solo al potere comunicativo di un sorriso!

Ma ogni singolo dente ha la sua importanza?
Certamente. La perdita anche di un solo dente può alterare questo perfetto meccanismo con disturbi che si possono manifestare anche a distanza dalla bocca

Come si possono rimpiazzare i denti mancanti?
Fino a non moltissimi anni fa l’unica soluzione possibile era quella di inserire delle capsule appoggiandosi ai denti vicini. Si aveva così una riabilitazione a spese di denti che, per servire di appoggio a quelli che dovevano essere rimessi, venivano anch’essi incapsulati.
In mancanza di denti validi da utilizzare si doveva invece ricorrere alla protesi rimovibile, in genere non molto confortevole e, per molti versi, dannosa.
impianti_2Oggi possiamo evitare di ricorrere a tali sistemi impiegando gli impianti.
Gli impianti sono delle viti che, una volta inseriti nell’osso, svolgono la funzione delle radici dentarie, sorreggendo denti artificiali del tutto simili, per funzione e estetica, ai denti naturali.

Di che materiale sono fatti gli impianti ?
Il materiale di gran lunga più utilizzato è il titanio, che è un metallo dotato di un’ottima biocompatibilità.

Cosa vuol dire?
Che questo metallo, se inserito in un organismo vivente con le dovute accortezze, non viene trattato come un corpo estraneo e quindi non viene rigettato; e se inserito nel tessuto osseo si lega a questo perché l’osso vi si attacca formando quella che in termini scientifici viene considerata una unità osso-impianto.

Non ci sono quindi rischi nel praticare l’implantologia?
I rischi a cui si può andare incontro sono legati essenzialmente alla natura chirurgica di questa specializzazione.
L’implantologo deve conoscere in maniera approfondita l’anatomia delle ossa mascellari nelle quali vengono inseriti gli impianti, per evitare di danneggiare le strutture vascolari e nervose presenti.

E per quanto riguarda i fenomeni di rigetto?
Come dicevo prima, questo pericolo non esiste. Si tratta infatti di inserire strutture metalliche biocompatibili che non possono assolutamente provocare alcuna reazione di rigetto perché non stimolano nell’organismo alcuna reazione immunitaria.

Impianto endosseo inserito in una zona monoedentulaNon si verificano quindi mai degli insuccessi?
La percentuale di insuccesso è veramente bassa e sfiora il 5% degli impianti inseriti.
Quando un’applicazione implantare è fallita si dice che l’impianto non si è osteointegrato, cioè non ha attecchito.
In questi casi l’impianto non si è anchilosato nell’osso, ma al contrario presenta una certa mobilità.

E che succede in questi casi?
Una simile evenienza, seppur rara, non è irreparabile.
L’impianto che non ha attecchito può essere tolto con assoluta facilità e nella stessa cavità ossea può esserne inserito un altro.

E dopo quanto tempo si può masticare dopo l’applicazione implantare?
Fino a qualche anno fa le procedure erano molto prudenti e si consigliava di inserire sempre l’impianto in profondità, in modo che la gengiva, guarendo, potesse coprirlo.
Solo dopo alcuni mesi si poteva intervenire di nuovo per scoprirlo e poterlo utilizzare.
Ma oggi le tecniche si sono molto affinate e i tempi di attesa per avere dei denti funzionanti si sono notevolmente ridotti, tanto che in molti casi si pratica oramai il “carico immediato.”

Riabilitazione protesica con una corona singola metallo-ceramica implanto-supportataE cioè?
I denti vengono applicati nella stessa seduta di inserimento degli impianti, cosicché il paziente può uscire dallo studio dentistico con dei denti già fissi e validi sia da un punto di vista estetico che funzionale.

Vuol dire che entro senza denti e esco con un sorriso smagliante?
In molti casi è proprio così. Il paziente con denti ormai non più validi o portatore di una protesi rimovibile parziale o totale, con una sola seduta dentistica, può ritrovare il piacere di avere dei nuovi denti fissi in bocca.

 

In alternativa, se è soddisfatto della sua dentiera e desidera solo stabilizzarla, o se desidera fare un intervento meno impegnativo, può richiedere l’applicazione di una struttura implantare di solo supporto.
Con pochi impianti si può infatti rendere stabile e quindi molto più confortevole anche una protesi rimovibile.

Lo stato di salute del paziente può influire sulla riuscita dell’intervento?
Le condizioni di salute richieste per poter affrontare al meglio una terapia implantare sono quelle che si riscontrano comunemente nella media dei soggetti adulti.
Arcata superiore con edentulia totaleQuesto vuol dire che non vi devono essere processi morbosi acuti in atto o malattie croniche molto gravi. Anche il diabete, se è ben compensato, e l’osteoporosi, se non è molto grave, non rappresentano una condizione sfavorevole alla buona riuscita della terapia.

E per quanto riguarda l’età?
I processi riparativi e la fisiologia dei tessuti biologici sono sempre gli stessi anche in età avanzata.
Il metabolismo subisce un rallentamento nel corso degli anni, e di questo bisogna tener conto, ma come guarisce una frattura ossea, allo stesso modo si salda il tessuto osseo intorno all’impianto, anche in una persona non più giovane.

Ma se una persona ha perso i denti per la malattia parodontale (piorrea) non rischia di perdere anche gli impianti?
Assolutamente no! Consideri che la stragrande maggioranza degli impianti vengono messi per una mancanza di denti dovuta proprio alla paradentosi.

Riabilitazione protesica fissa implanto-supportata a “carico immediato”E se l’osso in cui devono essere inseriti è insufficiente?
Si può ovviare a questa frequente evenienza praticando quelle tecniche di rigenerazione ossea indicate in questi casi, o inserendo impianti particolari, diversi da quelli comunemente usati, adatti a essere inseriti in strutture ossee molto ridotte.
E’ importante che l’implantologo conosca e utilizzi vari tipi di impianto, per poter sfruttare al meglio le caratteristiche della grande varietà di forme implantari esistenti e rendere l’intervento il meno invasivo possibile.

Sono molto stressanti e traumatici gli interventi?
C’è da sfatare un luogo comune che mette molta ansia ai pazienti.
La realtà è che durante l’intervento non si avverte alcun dolore, mentre, una volta terminato, basta prendere le medicine prescritte e seguire i consigli dati per avere un decorso postoperatorio assolutamente tranquillo.

(Foto Dott. Ruggero Ingletto)